NUTRIMENTO

Un acino spremuto ha perso il suo cuore liquido ma non la sua forza, la sua sostanza.
È ancora una fonte di nutrimento per l’uomo e per l’ambiente.
Lo avreste mai pensato?

VINACCIOLI

Piccolo concentrato di salute

I vinaccioli sono i semi contenuti all’interno di ogni singolo acino.

Noi della Di Lorenzo siamo in grado di essiccarli, attraverso un articolato processo naturale di lavorazione, mantenendo un elevato grado di purezza.

Quello che riusciamo ad ottenere in grandi quantità (la nostra produzione potenziale può superare le diecimila tonnellate l’anno) è un seme con proprietà nutritive elevate.

Sul mercato sono due le modalità di utilizzo.

La prima è come antiossidante.

Il vinacciolo contiene un’altissima percentuale di polifenoli, gruppo eterogeneo di sostanze naturali note per la loro azione positiva sulla salute umana. Sul mercato vengono utilizzati nel settore farmaceutico come integratori e in quello nutraceutico come alimento-farmaco (ovvero un alimento che associa l’alta digeribilità e l’ipoallergenicità alle proprietà curative di principi attivi naturali).

La seconda è come olio.

È raccomandato dalla moderna cultura alimentare per il suo elevato contenuto di componenti polinsaturi, di gran lunga superiore a tutti gli altri oli vegetali. E’ l’olio con il minor contenuto di colesterolo.
È utilizzato anche nella cosmesi per l’alto contenuto di grassi polinsaturi, come l’acido linoleico, che difende le cellule della pelle, ad esempio, dall’invecchiamento.

Un piccolo ma, allo stesso tempo, grande concentrato di salute.

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TARTRATO DI CALCIO

Il sale dei golosi

Il tartrato di calcio è un sale, poco solubile, normalmente presente nell’uva.

É un derivato dei sottoprodotti della vinificazione. Alla Di Lorenzo lo otteniamo lavorando la vinaccia, precedentemente disalcolata e lavata con borlanda di vino e acqua calda, oppure trattando le borlande della feccia.

Quando esce dalla nostra produzione il tartrato è un semilavorato e si presenta sotto forma di polvere grigia. Ma nelle vita di tutti i giorni, come acido tartarico, può trasformarsi e indossare abiti diversi.

Una sua prima funzione è nel campo enologico, come correttore di acidità contenuta naturalmente nel vino.

Ma trova un largo impiego nel campo dell’alimentazione.

È un conservante naturale, emulsionante e acidificante per la panificazione industriale. È anche un ingrediente per caramelle, gelatine, marmellate, bevande gassate, biscotti e anche lieviti.

É largamente utilizzato anche in campo farmaceutico.

É presente nei farmaci per cardiopatici, ma anche nei semplici sciroppi, nelle polveri effervescenti o anche come rivestimento di capsule. Negli ultimi tempi è entrato anche nei prodotti di nuova specializzazione medica come i cerotti a lento rilascio.

La sua bassa solubilità, infine, ne fa anche un eccellente componente nella produzione di creme e polveri per uso cosmetico e nella produzione di gessi e cementi per intonaci.

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AMMENDANTI PER TERRENO

RItorno alle origini

Spesso molti terreni, specie quelli sfruttati con colture intensive o fertilizzati unicamente da concimi minerali, dopo pochi anni si impoveriscono, provocando fenomeni di depauperamento della fertilità organica.

I residui della lavorazione delle Distillerie Di Lorenzo sono invece ricchi di azoto e di fosforo hanno ancora un elevato potere nutritivo.

Sono raccomandati in agricoltura per dare nuova linfa e arricchire di sostanze naturali e sono un naturale ammendante con un elevato carico di sostanze organiche.

I nostri residui utilizzati in agricoltura possono essere suddivisi in queste tre classi:

Borlanda centrifugata

E’ la frazione solida costituita da residui vegetali dopo la separazione meccanica (centrifuga) da quella liquida. Il decreto legislativo numero 75 dell’aprile 2010 la classifica come fertilizzante.

Borlanda stabilizzata o digestato

E’ la borlanda solida uscita dall’impianto di digestione anaerobica. È del tutto simile a quella centrifugata ed è un utile e ricercato tipo di compostaggio e fertilizzante naturale.

Fanghi biologici

Sono i fanghi di supero estratti dalla sezione di denitrificazione, ossidazione e nitrificazione biologica dell’impianto di depurazione. La legge (Decreto legislativo 99/92) ne sancisce la loro validità agronomica mentre i numerosi studi e sperimentazioni universitarie ne garantiscono l’efficacia e il beneficio ambientale.

Tra i tanti ne cito uno pubblicato sull’Informatore Agrario 19/2000: “Utilizzazione dei fanghi di depurazione in agricoltura, risultati dopo nove anni di prove” scritto a quattro mani da ricercatori dell’Università di Bologna (G. Baldoni, G. Toderi) – e del Crpa di Reggio Emilia (L. Cortellini e P. Mantovani).

Tutto quello che riceviamo dalla terra, lo restituiamo. Fornendo nuovo sostentamento per il ciclo vegetale.

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