PICCOLO GLOSSARIO

La parola ha origine araba: Al-Kuhl era una polvere finissima e depurata usata per medicare gli occhi, come un collirio oppure per ragioni cosmetiche. Per traslato la parola, in Europa, è stata utilizzata per descrivere una sostanza purissima, o un’essenza di qualcosa che tendeva a sublimare per diventare spirito.
Oggi giorno l’alcool riveste un’importanza primaria nell’industria chimica e farmaceutica ma anche in quella alimentare grazie alle sue proprietà antisettiche e antifermentative.
Alcuni stati, come il Brasile, lo impiegano come carburante nei motori a scoppio. Per tale uso l’alcool deve avere una gradazione non inferiore ai 99,6 gradi alcolici Tralles, alla temperatura di centigradi Celsius 15,56.

Sono i residui della distillazione. Nella loro composizione acqua e tutte quelle sostanze che non sono state alterate dalla fermentazione: cellulosa, grassi, azotati, ceneri. Sono impiegate in alcune lavorazioni prima di essere depurate.

Una delle parti che compone la vinaccia. Se essiccata serve come alimento animale o da combustibile.

Strumento nel quale avviene la separazione della parte alcolica con quella acquosa.

Strumento attraverso il quale si eliminano i prodotti nocivi della distillazione, quelli che vengono chiamati la testa e la coda.

E’ l’operazione che consente di eliminare quanto più possibile le impurità.

Operazione cui si sottopone la materia prima (vinaccia) per separarne la parte alcoolica e le altre sostanze volatili.

Tecnica usata per separare l’alcool etilico dall’acqua e da altre componenti. In una distilleria l’operazione inizia “riscaldando” le vinacce fermentate. Questa prima fase consente di fare evaporare l’alcool etilico e parte dell’acqua. Il primo bolle a 78,4 °C, la seconda a 100 °C.
Nelle vinacce da distillare sono tuttavia presenti altre componenti volatili che durante il riscaldamento evaporano e vengono trasferite nel liquido distillato. Queste sostanze sgradevoli vengono separate o eliminate mediante il processo di rettificazione che viene eseguita con il taglio delle teste e delle code del distillato. I vapori alcolici prodotti dal riscaldamento della vinaccia vengono successivamente concentrati, raffreddati e portati allo stato liquido, dando origine al prodotto distillato.

E’ l’unità di misura per la fabbricazione di alcool. Viene dalla fusione di due parole: ettolitro e anidro. È una misura contabile che riporta i gradi per ettolitro a 100.

Il residuo della fermentazione del vino.

È una reazione chimica che prevede la demolizione parziale degli zuccheri con la formazione di composti più semplici (alcool e anidride carbonica). Il processo avviene attraverso alcuni microorganismi, i saccaromiceti. I fattori che maggiormente condizionano la fermentazione sono: la temperatura, l’ossigeno dell’aria, l’anidride solforosa e l’anidride carbonica.

E’ il liquido alcolico impuro che si ricava dalla prima distillazione. Contiene una percentuale più o meno grande di alcool, di acqua e di tutte le altre impurezze volatili contenute nella materia prima che si è distillata.

E’ la quantità percentuale in volume di alcool presente in una miscela idroalcolica.

L’alcool è tassato oltre 10 euro al litro anidro. Proprio per questo le distillerie più importanti hanno l’ufficio delle dogane in fabbrica che verifica le materie prime introdotte e gli alcool prodotti. Gli impianti di distillazione sono tutti completamente sugellati. In Italia è esentato solo l’alcool destinato alla denaturazione.

E’ il nome con il quale si identifica un’acquavite ottenuta dalla distillazione di uve o vinacce di una sola varietà. Questo tipo di produzione è cominciata nel 1973.

Liquido che che deriva dalla spremitura dei semi contenuti negli acini d’uva, estratti dalle vinacce in un rapporto del 12-18%.

Costituiscono un gruppo eterogeneo di sostanze naturali, particolarmente note per la loro azione positiva sulla salute umana (talvolta indicati con il termine vitamina P).

La parola deriva dal latino degli alchimisti (Spiritus), indica la parte volatile di una sostanza ottenuta mediante distillazione.

Il distillato è diviso in tre parti. La testa, il cuore e la coda. Nella produzione di spiriti la testa e la coda vengono scartate. La testa, la parte iniziale della distillazione, contiene metanolo ed è nociva se ingerita, la coda, la parte finale, contiene sostanze grasse e oleose. Il cuore è la parte centrale della produzione, ricca di alcool etilico e di sostanze aromatiche.

La parte solida del grappolo d’uva. Buccia, raspo e seme (vinacciolo).

Il seme contenuto nell’acino dell’uva