RISPETTO

CONTROLLO FUMI

  • MEDIA GIORNALIERA
    27/07/2017
    POLV mg/Nm3
    6.3
    T Fumi ° C
    40.7

Una risorsa, ma anche un bene da preservare.
Tutto quello che scartiamo lo depuriamo, per avere la certezza che l’ambiente attorno a noi sia sempre protetto. Che la vita sia difesa.

STOCCAGGIO

Valore pressato

La vinaccia per la Di Lorenzo è imprescindibile. Distillati, vinaccioli, tartrato di calcio, una larga fetta del nostro lavoro deriva dalla sua trasformazione. Ne trattiamo quantità rilevanti, circa 65mila tonnellate l’anno, perché siamo una delle maggiori aziende italiane.

Naturalmente non è la sola materia prima che entra alla Di Lorenzo, immagazziniamo anche vino e feccia per la nostra produzione, ma sicuramente è quella che presenta una gestione più articolata.

A me piace pensare alla vinaccia come una cosa viva. È piena di zuccheri fermentescibili. Che sono poi quelli che ne determinano il potenziale alcolico. Che non dura per sempre.

Per ciò, prima che evapori, dobbiamo pressarla con mezzi meccanici, come le ruspe, nel modo più compatto possibile, per poi ricoprirla con dei teli bianchi di plastica, permettendo la formazione di una crosta superficiale in grado di trattenere un po’ più a lungo la sua forza etilica.

Per garantire un afflusso continuo per la produzione ci siamo dotati di un’area di stoccaggio diversa da quella all’interno dell’azienda (di ridotte dimensioni) a Ponte Valleceppi (Pg). L’abbiamo individuata nella zona industriale di Marsciano (Pg).

Ci siamo anche dotati delle tecnologie più moderne per il suo temporaneo immagazzinamento. Come i silobags orizzontali.

Come evoca la parola stessa si tratta di silos in polietilene adagiati sul terreno. Immaginate un’enorme salsiccia. Il meccanismo è molto simile. Li riempiamo, pressandoli, fino a quando non sono del tutto colmi. Poi li richiudiamo in maniera ermetica. Sono costruiti per resistere a eventi esterni.

Ne abbiamo anche studiato il colore.

Sono bianchi perché in questo modo si riduce l’impatto sul processo di riscaldamento globale della terra come suggerisce lo studio “Bianco riflettente amico dell’ambiente”, dei professori Franco Cotana e Federico Rossi del Ciriaf – Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento da Agenti Fisici.

Tra l’altro lo stoccaggio della vinaccia, anche senza l’utilizzo di silobags, secondo la legge italiana (art. 272, comma I, decreto legislativo 152/2006), si riferisce “a impianti e attività le cui emissioni sono scarsamente rilevanti agli effetti dell’inquinamento atmosferico”.

La vinaccia, tra l’altro, è un fertilizzante naturale.

E, come scrive il Tar dell’Umbria nell’ordinanza n. 114 del 10 settembre 2014 “non provoca pregiudizi per la pubblica incolumità e per la salute” .

Secondo le autorizzazioni ottenute potevamo stoccare le vinacce a cumulo, ma abbiamo deciso di compattarle nei silobag. Per ridurre al minimo l’impatto con il territorio.

A noi piace fare le cose nel modo giusto. Nel rispetto delle regole ma anche della sensibilità di chi vive attorno a noi.

ACQUE

Ciclo vitale

Tra i tanti sparsi in tutta la penisola, il Tevere è senza dubbio il nostro principale fornitore. Forse quello al quale vogliamo più bene. Perché senza di lui non potremmo dar vita alla lavorazione. Ma il nostro è un “do ut des”. Perché se è vero che pretendiamo tanto, anche lui esige molto. In primo luogo, rispetto.

L’acqua è la nostra principale fonte di ricchezza. Il suo ciclo è vitale per il buon funzionamento della Distilleria.

Alla Di Lorenzo ce n’è tantissima. Una piccola parte arriva dall’acquedotto, ed è utilizzata per gli usi alimentari e per i servizi riservati ai lavoratori.

Ma la maggior parte la preleviamo dal fiume. In un giorno circa mille metri cubi. Ed è utilizzata in due modi:
1. un terzo nei processi produttivi e lavaggi interni;
2. il resto come sistema di raffreddamento.

Tutta l’acqua è accumulata in un serbatoio polmone. Prima di destinarla alle lavorazioni la facciamo decantare e successivamente demineralizzare in un impianto ad osmosi inversa.

Quando arriva nei nostri impianti è stata ripulita. Viene impiegata per la creazione del vapore necessario per la disalcolazione e distillazione.

Ma non è la sola. In questa fase un ulteriore contributo è dato dall’introduzione della massa d’acqua associata alle materie prime: come l’acqua di sgrondo della vinaccia (250 metri cubi al giorno), quella della feccia lavorata (200 metri cubi) e la frazione acquosa del vino (300 metri cubi).

Inoltre, riutilizziamo quella del depuratore (500 metri cubi) per le diluizioni dei nostri semilavorati (tartrato e vinacce) e per i lavaggi nello scrubber e nell’elettrofiltro a umido. Tutto questo per migliorare la qualità dei fumi.

Dunque, riassumendo, alla Di Lorenzo si utilizza l’acqua del Tevere, quella delle materie prime, quella proveniente dal depuratore.

Tutta questa massa di liquidi finisce nel reparto di depurazione acqua.

Occupa, all’interno della Distilleria, un’area di circa 20mila metri quadri. Per il tipo di ciclo depurativo, la tecnologia utilizzata, l’impianto è forse il più moderno realizzato in Umbria.

Costituito da due sezioni:
1. sezione in anaerobiosi, dove avviene a produzione di biogas con tre grandi digestori;
2. sezione biologica, dove si realizza il processo di ossidazione, nitrificazione biologica e decantazione.

Tutti i reflui delle lavorazioni (le borlande) passano da quest’ultima sezione. Dove la flora dei batteri aerobici, in vasche separate, consente l’abbattimento dei nitrati, fase conclusiva dell’abbattimento dell’azoto, e quella del carico organico per mezzo dell’ossigeno.

Infine il passaggio nel decantatore biologico e in quello terziario (dove si abbatte il fosforo e i coloranti) completa l’opera.

Alla fine del ciclo depurativo l’acqua che esce dalla Di Lorenzo è pulita e depurata (QUI L’ISPEZIONE VIDEO ALLE NOSTRE CONDUTTURE), tanto da poter essere utilizzata per uso irriguo.

Noi la restituiamo al nostro miglior fornitore: il Tevere.

SISTEMI DI SICUREZZA E CONTROLLO

Instancabili sentinelle

Il depuratore è la parte più sensibile della nostra azienda. Noi ci siamo dotati di quello tecnologicamente più avanzato che ci consente di abbattere in maniera completa agenti inquinanti e creando i presupposti per un virtuoso riciclo.

Ma abbiamo fatto anche di più. Abbiamo deciso di monitorarlo senza sosta con sistemi di controllo e di allarme.

In tutto sono sei:

1. Il misuratore di portata sullo scarico del depuratore;
2. Tre misuratori di portata sugli scarichi dell’acqua di raffreddamento;
3. Un misuratore di temperatura sempre sullo scarico dell’acqua di raffreddamento;
4. Un colorimetro;
5. Un torbidimetro;
6. Un campionatore automatico sigillato dall’Arpa, che entra in funzione in caso di allarme.

Il colorimetro e il torbidimetro inviano il segnale alla centralina dell’Agenzia regionale per l’ambiente (Arpa) che registra continuamente i valori dello scarico. I dati vengono inviati ogni 15 minuti mediante Global system mobile (Gsm).

Nel caso in cui i valori non siano conformi alle disposizioni di legge il sistema di controllo Arpa attiva automaticamente un allarme in seguito al quale viene effettuato un controllo immediato da parte delle autorità.

Il depuratore poi è presidiato 24 ore su 24 da operatori qualificati che controllano il corretto funzionamento dell’impianto.

In caso di anomalia lo scarico del depuratore può essere velocemente intercettato e i processi di fabbrica che generano il refluo (le borlande) possono essere fermati per impedirne l’afflusso al depuratore.

Tra i nostri sistemi di sicurezza, rientra anche un sofisticato impianto antincendio.

È costituito da una rete idrica interrata che alimenta idranti UNI 70 e 45 nei vari punti dello stabilimento, una rete aerea di raffreddamento e spegnimento serbatoi alcool, impianti sprinklers nei locali chiusi o impianti a maggior rischio.

Le reti sono alimentate da diverse stazioni di pompaggio, sia elettriche sia a scoppio, e dotate di idonea riserva idrica. Tale impianto è rigorosamente adeguato alle severe disposizioni antincendio delle norme in vigore dall’anno 2000 ed approvato dalle autorità di controllo competenti.

La difesa di quello che ci circonda è una fetta importante del nostro lavoro.

FUMI

La difesa della torre

Tenetevi a mente questa parola: scrubber. Non è molto bella da sentire, lo credo, ma sicuramente è efficace. È uno dei due impianti, assieme all’elettrofiltro a umido, impiegati per il trattamento dei fumi.

Una Distilleria brucia energia. È naturale, dovendo produrre il vapore necessario alla distillazione. E la combustione produce, a sua volta in maniera inevitabile, fumi.

Quelli della Distelleria provengono dalle caldaie a biomasse e dall’essiccatoio delle vinacce. Ma prima di arrivare alla ciminiera subiscono un processo di abbattimento delle polveri senza eguali.

Il primo passaggio, quello più energico, lo fornisce il già citato “scrubber di lavaggio”.

Si tratta di una torre verticale in acciaio inossidabile. Dove una serie di nebulizzatori ad acqua disposti in banchi, sviluppano un concentrato di goccioline che muovendosi in maniera opposta al fumo, creano un effetto di “lavaggio”.

Il risultato è l’abbattimento delle polveri, degli odori e degli inquinanti in sospensione più grossolani nei fumi.

Il secondo passaggio avviene nel filtro elettrostatico ad umido. Il nostro è speciale. Ce lo ha costruito su misura la ditta tedesca Ewk. Ed è un pezzo unico nel suo genere.

In quest’ultimo settore campi elettrici generati da elettrodi ad alta tensione attirano e catturano le particelle più fini ancora presenti nei fumi. In uscita si ha quindi un flusso d’aria con una insignificante percentuale di contaminanti.

Avevamo detto che il trattamento che riserviamo alle polveri è senza uguali.

Il limite consentito dalla normativa attuale è di 50 milligrammi per normal metro cubo di fumo.

Quello che esce dalla nostra ciminiera, invece, presenta un’emissione di polveri pari a 3,5 milligrammi per metro cubo di fumo. Calcolatrice alla mano comporta circa il 94% in meno rispetto al limite consentito.

Anche questo è rispetto per l’ambiente e per la vita.